martedì 1 dicembre 2009
mercoledì 4 novembre 2009
EVOLUZIONE UMANA

La terra è un'astronave nello spazio. L'equipaggio è di 6 miliardi di passeggeri. Le risorse, già limitate, cominciano a scarseggiare. Non si trova il comandante. Non c'è nessun pianeta di scorta. Il futuro, fantasticato da molti film hollywoodiani, è già pesente. Nel giro di 60 anni non avremo più il petrolio, le riserve di altri minerali sono quasi esaurite. Già nel 2050 toccheremo l'incredibile cifra di 9,5 miliardi di individui, mentre nel 2200 saremo 11 miliardi di persone, il che significherebbe il collasso totale dell'intero pianeta. Molti i segnali di non ritorno, che puntualmente non vengono ascoltati: l'aumento della temperatura ai poli con riduzione della calotta polare è il segnale principe. Che fare? Evolvere? Ma come?
sabato 31 ottobre 2009
PORTATEMI OVUNQUE, MA NON A BELCOLLE
Ho avuto modo, mio malgrado, di sperimentare le professionalità del personale sanitario del centro ospedaliero, e dopo questa esperienza ho capito quanto sia fondamentale garantire i diritti degli ammalati.
Per educare ai diritti del malato, ritengo di dover anzitutto educare il personale del nosocomio, ponendo delle critiche al loro operato, approssimativo e lapidario, quando non incivile, scorretto e zotico nell'appellarsi ai pazienti. Vogliano queste poche righe essere una voce di denuncia allo scarso senso di empatia dimostrato nei confronti di tutte quelle persone che hanno avuto la sfortuna di recarsi al pronto soccorso insieme al sottoscritto. Sperimentando lo scarso senso relazionale, la cronica mancanza di comunicazione ed un inconcepibile quantomai assurdo rapporto di forza medico-paziente non posso che disapprovare quanto accaduto. La malattia è una guerra che non si può combattere da soli. Rimane fondamentale riconoscerne i vari aspetti, tra cui la condizione di disagio psicologico in cui viene a trovarsi un essere umano quando entra in uno stato di sofferenza. Non porre questo alla base della permanenza di una persona in una struttura sanitaria mortifica la fiducia nel personale medico, rendendo sgradevole ogni successivo trattamento terapeutico.
martedì 13 ottobre 2009
ANTIRAZZA, ANTITUTTO
lunedì 8 giugno 2009
DISSOCIATORE MOLECOLARE
Strage inceneritori: la soluzione tecnologica e' la DISSOCIAZIONE MOLECOLARE.

Hai invece trovato chilotoni di inchiostro sulle supposte trombate di un milanese trapiantato a Roma.
Che palle!
La notizia e' presto detta: a Peccioli, in provincia di Pisa hanno inaugurato il primo dissociatore molecolare, un aggeggio in grado di trattare i rifiuti in modo pulito.
INCREDIBILE!
Parrebbe proprio una bufala, l’ennesima trovata degli ecomostri, ma i promotori dell’iniziativa sono persone degne di fiducia.
L’iniziativa e' partita tre anni fa per merito del gruppo di Fabio Roggiolani, dei verdi toscani, gli stessi che hanno fatto la scelta controcorrente di candidare Cimini alle europee per il centro Italia. Questo impianto sperimentale e' stato costruito a Peccioli, il famoso comune toscano dove esiste una discarica gestita con tecnologie all’avanguardia, dove tutto il gas prodotto dai rifiuti in putrefazione viene raccolto, filtrato e usato poi per produrre elettricita' attraverso un generatore alimentato dal gas stesso. Si tratta di una discarica che non puzza, sopra la quale sono stati anche organizzati concerti.
Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli e promotore di questo impianto, e' lo stesso che ha organizzato la prima formula italiana di impianti fotovoltaici (sopra la discarica) come forma di risparmio per i cittadini.
COME FUNZIONA: si tratta di un’evoluzione della tecnologia della pirolisi.
Sostanzialmente l’immondizia non viene bruciata con una fiamma viva. Si ha una combustione a bassa temperatura, 400 gradi, in un contenitore nel quale c’e' pochissimo ossigeno. Una combustione lenta, i rifiuti impiegano 24 ore a carbonizzarsi.
A bassa temperatura i metalli non fondono, non c’e' dispersione nei fumi e quindi i metalli restano nella cenere prodotta e sono successivamente recuperabili e riutilizzabili come materia prima. In questo modo si azzerano le micro polveri e le nano polveri e diminuiscono drasticamente le emissioni nocive che successivamente vengono abbattute completamente nel processo di depurazione del gas emesso. Alla fine del processo di lavaggio otteniamo gas combustibile che viene bruciato in un generatore di elettricita'. Il gas di combustione viene poi ulteriormente filtrato in uscita.
Una differenza assoluta rispetto agli inceneritori tradizionali (pietosamente ribattezzati termovalorizzatori). Li' c’e' una combustione con la formazione di composti chimici altamente tossici come le diossine e solo dopo si interviene con la depurazione dei fumi, con enormi problemi di efficienza reale del processo (e possibilita' di fare i furbi buttando nell’atmosfera i fumi senza averli filtrati a dovere). Nella dissociazione molecolare si ha un processo di per se' molto meno inquinante e il lavaggio del gas prodotto e' interno al processo in quanto se il gas non viene completamente depurato da impurita' danneggia il generatore a turbina di elettricita'.
Questo vuol dire che abbiamo in mano qualche cosa di concreto per bloccare l’installazione di nuovi inceneritori di vecchio tipo e per pretendere la conversione di quelli gia' installati.
Non nascondo che dietro questa questione c’e' un grosso problema strategico.
Il motivo per il quale questa notizia ha avuto un’eco nulla e' che perfino il movimento ecologista non ha voluto sostenerla.
La questione e' infatti delicata.
Da decenni siamo tutti d’accordo sul fatto che la soluzione principale della questione dei rifiuti e' l’idea di RIFIUTI ZERO.
Abbattimento del volume degli imballaggi, riutilizzo dei contenitori, vendita di latte e detersivi alla spina, riciclaggio eccetera.
Ma io credo che sia necessario ragionare sui rapporti di forza e non farsi prendere dal fondamentalismo ecologista. “O tutto o niente” non e' una soluzione.
Oggi Berlusconi sta indiscutibilmente dando il via a decine di inceneritori di vecchio tipo.
Non e' realistico pensare di fermarlo con le forze ridicole che abbiamo.
E’ invece realistico spiegare alla gente di destra che questi impianti sono estremamente piu' sicuri, molto piu' convenienti economicamente, di dimensioni piccole.
E’ una cosa che anche una persona di destra puo' capire e perfino uno della direzione nazionale del Partito Democratico puo' arrivarci.
Quindi e' una soluzione fattibile.
Non un’opposizione di principio: abbiamo un’alternativa sensata!
Praticabile.
E’ comprensibile che i comitati locali abbiano paura di trovarsi di fronte a un’altra fregatura, e' comprensibile che alcuni ecologisti temano di trovarsi invischiati in quisquilie tecniche che portino a deviare l’attenzione dal vero problema (RIFIUTI ZERO). Ma questo modo di ragionare ci porta a una sconfitta certa. IL PURISMO UCCIDE LE POSSIBILITA’.
Secondo me dobbiamo ragionare in un’altra maniera: oggi gli inceneritori stanno provocando migliaia di casi di tumori a causa delle diossine e delle nanopolveri emesse. Parliamo di un numero impressionante di morti.
Questa tecnologia e' stellarmene migliore, ha alle spalle ormai parecchi anni di sperimentazione, e a breve l’esperimento di Peccioli ci dara' i dati di efficienza su un prototipo di grandi dimensioni (che sono comunque piccolissime rispetto agli inceneritori tradizionali).
Ho parlato con una serie di specialisti che mi hanno confermato senza dubbio che questa tecnologia e' decisamente migliore.
Ovviamente anche in questo caso e' fondamentale il controllo delle associazioni sull’efficienza dei processi di lavorazione del gas e su tutti i tipi di emissioni. Ma rinunciare a questa possibilita' dal mio punto di vista sarebbe immorale. Una colpa verso le persone che ora sono condannate al rischio di sofferenze indicibili perche' stanno per costruirgli sotto casa un mostro che sputa veleno.
Questo possiamo ora realisticamente impedirlo.
E vorrei aggiungere che proprio per questo e' sperabile che si crei un coordinamento nazionale dei comitati locali contro gli inceneritori tradizionali, che lancino una campagna di discussione sulla dissociazione molecolare come alternativa praticabile. Ed e' importante anche che Giovanni Cimini sia eletto e possa condurre al Parlamento europeo questa battaglia contro i termovalorizzatori, una tecnologia obsoleta e criminale.
Ma le buone notizie non vengono mai da sole
Sempre grazie al lavoro del gruppo dei verdi di Roggiolani e Cimini e' stato installato a Massa la prima macchina in grado di trattare i rifiuti ospedalieri, considerati rifiuti speciali in quanto contengono materiale organico potenzialmente infetto. Si tratta di un apparecchio che puo' stare in una stanza che polverizza e sterilizza i rifiuti ospedalieri e che puo' diventare dotazione di ogni ospedale abbattendo il costo dello smaltimento dei rifiuti con un risparmio enorme, 90%, per le Asl.
Il Converter dei rifiuti ospedalieri e' stato installato per sei mesi all'ospedale pediatrico di Massa e i risultati sono stati certificati dal CNR di Pisa.
I rifiuti passano da un costo di smaltimento di 1,30 euro/kg a 30 cent per kg!
L'impianto si ripaga investendo il 70% del risparmio. La Toscana, che ha deciso di passare a questo sistema, risparmiera' dieci milioni di euro all'anno sui 15 previsti.
Ma la cosa fondamentale e' che i rifiuti ospedalieri smettono di andare in mano alle ecomafie a spasso e smettono di arricchire gli inceneritoristi.
Se vuoi sapere di piu' sul dissociatore:
Visita all'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda
La brochure e gli atti del Convegno sulla dissociazione molecolare (Lucca 21/10/2006)
La Scheda tecnico-economica dell'impianto di dissociazione molecolare (pdf 2,5 Mb)
Rapporto conclusivo della Commissione Interministeriale per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (pdf 65 Kb)
Rifiuti. Enea: possibile smaltimento in modo pulito
Link sul Converter per i rifiuti ospedalieri clicca qui
NOTA: il post è stato ripreso da un articolo di Articolo di Jacopo Fo.mercoledì 1 aprile 2009
NO ALLA CACCIA

L' unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese sta per essere fatta a pezzi.
Si tratta di una serie di modifiche alla cosiddetta “legge quadro” del 1992 - la legge 157 - che negli ultimi 16 anni ha regolamentato la caccia in Italia, cercando di mediare tra le richieste dei cacciatori e quelle della tutela dell’ambiente e della fauna.
Un disegno di legge controverso, inatteso, inadatto, realizzato dal senatore ligure del Pdl Franco Orsi, membro della Commissione permanente ambiente, beni ambientali e territorio, che in molti punti della proposta si pone in netto contrasto con buona parte dei regolamenti europei per la protezione delle fauna selvatica e del territorio.
Il capolavoro legislativo prevede:
- ridurre a 16 anni l’età minima per il possesso e l’uso di armi da fuoco per uso venatorio (una sorta di foglio rosa per i ragazzi di 16 anni chiamati "tirocinanti" che saranno accompagnati da un tutor, un adulto già munito di patentino da almeno 5 anni) ;
- facilitazioni al possesso delle armi;
- elimina l’interesse pubblico alla tutela della fauna;
- consente la caccia anche sulle vie della migrazione degli uccelli (si potrà inoltre sparare anche dopo il tramonto);
- totale liberalizzazione dei richiami vivi (uccelli tenuti prigionieri in gabbia che fungono da richiamo per altri uccelli);
- eliminazione della categoria "specie superprotette" (la lista rossa delle specie in estinzione non sarà altro che un libro dove si accumulerà la polvere);
- si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore
CACCIA LIBERA ANCHE A:
pappagalli, aquile, fenicotteri, ermellini, scoiattoli grigi, lupi, fringuelli, cicogne, piccioni domestici, peppole, pettirossi, nutrie, cigni, cervi, e chi più ne ha più ne metta visto che i sindaci potranno dichiarare eradicabile qualsiasi specie del loro territorio.
Norme punitive saranno previste invece per quelle Regioni che osino dichiarare “zone protette” piu’ del 30% del loro territorio, e questo indipendentemente dalle specifiche caratteristiche del luogo.
ALLORA IO MI CHIEDO:
"Ma per un sedicenne che sta facendo un tirocinio, qual'è la funzione educativa della caccia"?
"E se aumenta il numero di persone armate, non aumeta di conseguenza come probabilità statistica anche il numero di incidenti potenzialmente generabili"?
"Quale sicurezza può offrire un adolescente in pieno sviluppo (con relativo sconvolgimento ormonale), nel gestire correttamente un'arma da fuoco anche in occasioni non "sportivo"? (ad esempio se è un classico bullo chi garantisce che non possa ricorrere al fucile come mezzo di sopraffazione dei compagni?)
E poi ancora "non è che per caso questa legge mira all'aumento delle superfici cacciabili su territorio nazionale e ad aumentare il numero di cacciatori con realtivo aumento delle vendite e ripresa del mercato degli articoli da caccia e delle armi da fuoco"?
Vorrei poi portare in visione alle scuole (in qualche bella iniziativa organizzata per la promozione e la diffusione dei patentini di caccia ai minori) un filmato dove vengono ammazzate indistintamente specie in via d'estinzione e specie comuni, magari con tanto di sangue che cola dalle carcasse. Poi manderei il senatore del Pdl Franco Orsi a spiegare i "vantaggi" e le "meraviglie" celate in questo bellissimo sport.
LE COSE BUONE DI UNA VOLTA

Siamo ciò che mangiamo? EVVAAAAIIIIIII!!!!
La foto è originale. L'ho scattata durante l'edizione della sagra del tartufo 2009. Tra la serie di fotografie che segnano il ciclo di "incredibili strane cose" questa proprio non me la sarei mai aspettata. Sarà per il caglio, sarà per i fermenti lattici, sarà perchè le mucche non pascolano più libere e felici nei prati ma non è vero che non ci sono più le cose buone di una volta!
